IL POPOLO DI HEZBOLLAH
Il libro di Raffaella Angelino e Maurizio Musolino (Datanews, 2006)

Un viaggio-reportage nel Libano sconvolto da 33 giorni di guerra. Fra interi quartieri rasi al suolo, villaggi ridotti a un cumulo di macerie e infrastrutture distrutte, la forza di un popolo che guarda al futuro. Il libro è stato tradotto in arabo e pubblicato in Libano dal quotidiano As Safir.
HANNO DETTO
«(...) È un bel libro che racconta rispettosamente, senza meccaniche accelerazioni, la storia di un paese aggredito. Complicato, sempre risorto, il Libano sembra farcela anche stavolta. I due autori non si nascondono i dubbi su quel che potrà avvenire “dopo” l’orgoglio e la solidarietà trovata. Le divisioni sono antiche. Che avverrà quando la vita quotidiana prenderà il sopravvento sulla vittoria? Che avverrà se, come molti temono, la missione internazionale non manterrà rigorosamente il suo ruolo? E se la pace non fosse di queste terre e si avessero ancora attacchi? Non c’è nessuna risposta. Angelino e Musolino non la chiedono e non la danno. Ci raccontano un cambiamento e con esso una speranza sottile, precaria, che può essere velocemente riassorbita o trovare una sua stabilità.
Manuela Palermi, dall'Introduzione«Nessuna "tifoseria" e un dialogo ampio anche con Siria e Iran per dare una risposta alla questione mediorientale e scongiurare la guerra civile in Libano. Parte da questi presupposti il vice ministro degli Esteri Ugo Intini per tracciare un quadro della situazione in Medioriente. Lo spunto è offerto dal libro "Il popolo di Hezbollah. Viaggio in Libano tra rovine e speranza" nel quale i giornalisti Raffaella Angelino e Maurizio Musolino hanno voluto raccontare tutte le voci del paese perché "per lavorare davvero alla pace è necessario evitare criminalizzazioni. Bisogna dialogare e capire le ragioni delle parti (...).
Agenzia ApCom, 6 dicembre 2006
«La chiave di lettura proposta - il riconoscimento di un ruolo di primo piano e perciò determinante di Hezbollah - per capire dove va il Libano e quindi dove passano le vie della pace in Medio Oriente, non viene suggerita da una visione ideologica quanto piuttosto da una lettura delle forze in campo».(...) «Il libro è un contributo a capire il Libano e Hezbollah in funzione della pace possibile. Gli autori non lo dicono esplicitamente, ma lasciano intendere che sarebbe tragico ripetere con Hezbollah l'errore che da sempre si e' fatto con il Popolo palestinese (evocato a ripetizione nel reportage), prendendo la scorciatoia di una pace senza giustizia. Una via del tutto impiossibile per la pace».
«La chiave di lettura proposta - il riconoscimento di un ruolo di primo piano e perciò determinante di Hezbollah - per capire dove va il Libano e quindi dove passano le vie della pace in Medio Oriente, non viene suggerita da una visione ideologica quanto piuttosto da una lettura delle forze in campo».(...) «Il libro è un contributo a capire il Libano e Hezbollah in funzione della pace possibile. Gli autori non lo dicono esplicitamente, ma lasciano intendere che sarebbe tragico ripetere con Hezbollah l'errore che da sempre si e' fatto con il Popolo palestinese (evocato a ripetizione nel reportage), prendendo la scorciatoia di una pace senza giustizia. Una via del tutto impiossibile per la pace».
Agenzia Asca, 18 dicembre 2006
«(...) Parlano le donne intente a seppellire i morti, fiere e dolenti. Parlano i sindaci di Ghobeiry, Sidone, Tiro e Baalbeck. Parlano i palestinesi dei campi profughi, che hanno sostenuto la resistenza libanese raccogliendo pane e carburante, nonostante vivano di lavori precari e degli aiuti dell'Unrwa, sempre più ridotti» (...).
Dalla recensione di Geraldina Colotti su Le Monde diplomatique - Il Manifesto (maggio 2007)
«(...) Il testo di Angelino e Musolino è una raccolta di testimonianze "a caldo", a Beirut, Sidone, Baalbeck; Tiro, Ghobeiry, Beint Jbeil; un excursus nella recente storia del paese, fino all'ultima barbarie, sulle trace di Hizbollah, presente ovunque e divenuto il simbolo della resistenza di un popolo».
Dalla recensione pubblicata sul quotidiano Rinascita del 24 maggio 2008 in occasione della traduzione in arabo del libro
«(...) Un libello agiografico preceduto dall'incredibile prefazione della senatrice Manuela Palermi che letteralmente descrive così il reportage alla base del libro: "Più che un viaggio è la ricerca di ambienti, ricordi e persone che la furia israeliana può aver distrutto. Hezbollah ce l'ha fatta, sta ricostruendo il paese, aiuta la gente, dà i soldi per rifarsi la casa. Hezbollah, che Israele voleva annientare, festeggia tra la gente e con la gente la vittoria divina". Un simile entusiasmo di una comunista nei riguardi di un movimento di ispirazione nazional socialista non si conosceva dai tempi del patto Molotov - von Ribbentropp (...)».
Dalla recensione di Dimitri Buffa su L'Opinione del 14 dicembre 2006
Dello stesso autore, lo stesso giorno è apparso un articolo sul quotidiano La Padania dal titolo: "Un libro terzomondista mitizza Hezbollah, alla presentazione del reportage esponenti di governo tra cui Ugo Intini e Oliviero Diliberto".
«(...) Parlano le donne intente a seppellire i morti, fiere e dolenti. Parlano i sindaci di Ghobeiry, Sidone, Tiro e Baalbeck. Parlano i palestinesi dei campi profughi, che hanno sostenuto la resistenza libanese raccogliendo pane e carburante, nonostante vivano di lavori precari e degli aiuti dell'Unrwa, sempre più ridotti» (...).
Dalla recensione di Geraldina Colotti su Le Monde diplomatique - Il Manifesto (maggio 2007)
«(...) Il testo di Angelino e Musolino è una raccolta di testimonianze "a caldo", a Beirut, Sidone, Baalbeck; Tiro, Ghobeiry, Beint Jbeil; un excursus nella recente storia del paese, fino all'ultima barbarie, sulle trace di Hizbollah, presente ovunque e divenuto il simbolo della resistenza di un popolo».
Dalla recensione pubblicata sul quotidiano Rinascita del 24 maggio 2008 in occasione della traduzione in arabo del libro
«(...) Un libello agiografico preceduto dall'incredibile prefazione della senatrice Manuela Palermi che letteralmente descrive così il reportage alla base del libro: "Più che un viaggio è la ricerca di ambienti, ricordi e persone che la furia israeliana può aver distrutto. Hezbollah ce l'ha fatta, sta ricostruendo il paese, aiuta la gente, dà i soldi per rifarsi la casa. Hezbollah, che Israele voleva annientare, festeggia tra la gente e con la gente la vittoria divina". Un simile entusiasmo di una comunista nei riguardi di un movimento di ispirazione nazional socialista non si conosceva dai tempi del patto Molotov - von Ribbentropp (...)».
Dalla recensione di Dimitri Buffa su L'Opinione del 14 dicembre 2006
Dello stesso autore, lo stesso giorno è apparso un articolo sul quotidiano La Padania dal titolo: "Un libro terzomondista mitizza Hezbollah, alla presentazione del reportage esponenti di governo tra cui Ugo Intini e Oliviero Diliberto".
SIGNORI, IN CARROZZA!
C'era una volta il treno e c'è ancora... di Raffaella Angelino (Edizioni Robin - Fer, 2003)La storia raccontata dai treni. Sui binari che attraversano l'Emilia-Romagna sono scritte le vicende di un paese diviso e dell'unificazione, delle bonifiche e dell'industrializzazione, del fascismo e della Resistenza, del lavoro dei braccianti e delle lotte sociali.
LE STAZIONI DEL GUSTO
Viaggio da percorrere con treno e posate... di Raffaella Angelino (Edizioni Robin - Fer, 2004)Il secondo volume della collana "Territori" è un "viaggio fantastico in un mondo reale". La storia della terra emiliano-romagnola raccontata attraverso un percorso che dalle strade ferrate della regione porta dritto nel cuore della cultura e delle tradizioni di un popolo, comprese quelle culinarie. Perché l'Emilia-Romagna è un territorio dove mangiare è «un aspetto della cultura, quasi dell'erudizione».
VI RACCONTO MONTALBANO
Andrea Camilleri, interviste di autori vari (Datanews, 2006)I personaggi, la loro lingua, l'ambiente in cui vivono nella parola immediata del grande scrittore siciliano. E sullo sfondo, la Sicilia che è per l'autore, come per Sciascia, un mondo.
Un libro di grande interesse con un Camilleri che svela i segreti delle sue trame e dei suoi personaggi, che parla della sua forte amicizia con Vàsquez Montalbàn e del loro comune amore per la cucina e per la vita. Un Camilleri nuovo con risvolti inediti della sua vita e della sua opera.
L'intervista di Raffaella Angelino è apparsa sul settimanale "La Rinascita" n.24, 2002.
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